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martedì 29 ottobre 2013

Un regalo per Marina

  
        Alex riflette un attimo, prima di apporre la firma sul foglio.
«Gli ematomi spariranno in pochi giorni, e le escoriazioni guariranno senza lasciare cicatrici» afferma, con tono professionale.
Marina abbozza un sorriso riconoscente, sforzandosi di trattenere le lacrime. Il giovane medico del pronto soccorso l’ha tenuta d’occhio per tutto il pomeriggio, mentre lei attendeva il proprio turno seduta in disparte, con lo sguardo perso nel vuoto. Bel modo di trascorrere la vigilia di Natale…
Quando l’ha visitata, la ragazza ha biascicato d’essersi procurata i lividi e le ferite cadendo dalle scale, ma la voce incrinata dal pianto e lo sguardo sfuggente erano ben poco convincenti.
Alex s’è sentito fremere di rabbia: ne ha viste tante, troppe, come lei! Donne oltraggiate, vittime di ogni sorta di sevizie, che si vergognano come se fosse colpa loro e tacciono, proteggendo gli aguzzini.
«Domani è Natale…» le sussurra. «Perché non fai un regalo a te stessa?»
Lei lo guarda senza capire.
«Puoi sporgere denuncia e mostrare questo referto. Chi picchia le donne è un bastardo, non merita comprensione né pietà. Nemmeno la vigilia di Natale!»
S’è accalorato e la voce è salita di tono. Marina arrossisce e abbassa gli occhi, imbarazzata.
«Non devi vergognarti» continua, deciso. «Tu non hai nessuna colpa: non c’è nulla di sbagliato in te. Quelli che sfogano le frustrazioni maltrattando i più deboli sono dei malati, persone pericolose che vanno fermate. Non è solo un tuo diritto: è un dovere! La prossima volta lui potrebbe ferirti seriamente, o addirittura ucciderti. Non permettere che accada. So che gli vuoi bene, ma devi volerne soprattutto a te stessa. Non può esserci amore, dove c’è la violenza!»
Marina tace, a occhi bassi. Alex scuote la testa rassegnato:
«D’accordo, come vuoi…» le porge la cartella con il referto. «Torna fra qualche giorno a farti dare un’occhiata. Buon Natale.»
La ragazza annuisce e gli sfiora la guancia con un bacio, mormorando un timido “grazie”. Nell’uscire, indugia un istante sulla porta e si volta verso di lui:
«Sai? Credo che me lo farò quel regalo. Buon Natale anche a te.»


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