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sabato 9 agosto 2014

Io&me





Anna No, dai, la nutella lasciala sullo scaffale. Tira via quella mano.

Rita Ma sono secoli che non la mangio. Quasi non ricordo che sapore abbia. Guarda, prendo questo, il bicchiere più piccolo: ce n'è davvero poca. Poi, un bicchiere in più fa sempre comodo.

Anna Che cavolo dici? Hai decine di bicchieri, che te ne fai di un altro? Non inventare scuse puerili. Lo sai che la cioccolata è una bomba calorica.

Rita Alla linea ormai ci ho rinunciato da secoli… E dai, lasciamela comprare.

Anna Se non ti preoccupi della linea (ma dovresti), pensa almeno alla tua gastrite: il medico te l’ha proibita, mi sembra.

Rita Oh, beh, se è per quello mi ha proibito quasi tutte le cose che mi piacciono, compresi il caffè e le sigarette. Me ne frego, tanto prendo i gastro protettori.

Anna E secondo te, quella sarebbe la soluzione? Elimini i sintomi per ignorare la causa, brava!

Rita Uffa, sei davvero noiosa. Non ti ci porto più a fare la spesa con me.

Anna Come fai a non portarmi con te, dal momento che siamo la stessa persona?

Rita Appunto, siamo la stessa persona, e tu sei soltanto il primo dei miei due nomi, non il grillo parlante di Pinocchio. Quindi non rompere e stattene un po’zitta. Prendo la nutella e anche questa confettura di castagne alla vaniglia, che sbavo solo a leggere l’etichetta.

Anna Fai un po’ come ti pare, ma almeno limitati a pensare, invece di parlare a voce alta. Ci stanno osservando: mi fai sempre vergognare.


Mi guardo intorno: in effetti, una vecchina mi fissa a bocca aperta.
Capita spesso quando, in pubblico, mi metto a litigare con me stessa, borbottando e gesticolando. Di solito faccio finta di nulla e tiro dritto per la mia strada, ma oggi ho trascorso una giornata terrificante al lavoro e ho voglia di cazzeggiare.
Come diceva il Perozzi? 
“Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”.
L’idea che mi frulla nella testa è troppo allettante: non posso sprecarla; con buona pace della vecchina che non si fa i cavoli suoi.
Le rivolgo un sorriso radioso:
- Ha bisogno di qualcosa, signora? No, perché mi sta guardando da un po’…
- Oh, mi scusi – balbetta lei – ma parlava da sola. Temevo che si sentisse male…
- Non parlavo da sola, signora, bensì con Anna, la mia sorella gemella.
- Sua sorella? – sbarra gli occhi – Ma io non vedo nessun altro, oltre noi due.
- Certo, lei non può vederla: mia sorella è morta da dieci anni. Eravamo gemelle, identiche d’aspetto ma con caratteri opposti: lei giudiziosa ed io scapestrata. Per tutta la vita mi ha rotto le scatole con i suoi consigli e i suoi rimproveri, e quando è morta, anziché andarsene all’inferno ha preferito rimanere al mio fianco per continuare a tormentarmi. Si figuri che un attimo fa voleva impedirmi di comprare la nutella. Ma dico: sei morta? Allora riposa in pace e lascia in pace anche me. Ho ragione o no?
- Certo, certo… - ansima la poveretta, bianca come un cencio – mi scusi, ora devo proprio andare.
- Vada, vada, – le concedo – e tanti saluti anche da parte di mia sorella. Dice che presto vi farete compagnia.
La vecchina traballa e si aggrappa al carrello per non cadere. Si allontana con passo malfermo. Sono sicura che in cuor suo sta facendo i debiti scongiuri.


Anna Quanto sarai stronza? L’hai fatta morire di paura, quella disgraziata.

Rita Ma dai, non essere la solita scassapalle. Ben le sta: così smetterà di ficcare il naso in faccende che non la riguardano.

Anna E se lo raccontasse a qualcuno?

Rita La prenderebbero per una pazza visionaria, vista l’età.

Anna Tu non ci stai tanto con la testa, cara mia…

Rita Sai che scoperta! Dai, adesso andiamo a casa che ho voglia di mangiare un po’ di nutella.




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