riconoscimento Net Parade

In classifica sito

venerdì 29 marzo 2013

Ritanna dei gatti

(racconto-incipit)


            Già il nome era insolito, anche se in pochi lo ricordavano: solo i più anziani del paese, che l’avevano conosciuta da giovane. Si diceva che fosse bellissima ma selvatica come una gatta randagia, e che per quello nessun uomo l’avesse voluta per moglie. La chiamavano “gattara” e “signora dei gatti”; qualche ragazzino impietoso le strillava dietro l'epiteto di “vecchia strega”. Alcuni la deridevano, altri se ne sentivano intimoriti, i più la ignoravano. Lei non se ne curava e andava in giro a testa alta, trascinando per le vie polverose l’esile corpo ossuto, deformato dagli anni e dalla fatica, infagottato in tetre gramaglie.
Non parlava mai con nessuno e se qualche temerario incrociava i suoi occhi, distoglieva subito lo sguardo, atterrito, facendosi il segno della croce. Erano strani e inquietanti, quegli occhi: uno azzurro, limpido come il cielo, l’altro scuro e limaccioso, come il fango della palude. L’iride chiara ispirava dolcezza e serenità, ma la luce torva che balenava nell’altra minacciava oscure maledizioni. La evitavano tutti, per quanto potessero, ma a lei non importava: gli esseri umani le erano indifferenti, amava soltanto i suoi gatti e viveva per loro. 

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento: verrà pubblicato non appena lo avrò visionato.