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giovedì 23 maggio 2013

Il mare dei ricordi

Seduto su uno scoglio della barriera frangi flutti, la canna da pesca stretta tra me mani ossute, il vecchio respira il mare, a occhi chiusi.  
Gli spruzzi d’acqua  leniscono la pelle, consunta dal sole e dalle stagioni della vita, e un lieve refolo di vento danza tra i radi capelli incanutiti. 
I pensieri galleggiano lievi, come le vele all’orizzonte; si librano fino a perdersi tra gli stormi garruli dei gabbiani, nel cielo vermiglio del tramonto. Gli sembra di vederli, quei due giovani che corrono sulla riva tenendosi per mano, con i piedi nudi lambiti dalla risacca. Lei è bella, bionda, e ride felice: lei, il suo unico amore, la compagna della vita, la madre dei suoi figli. Lei, che riposa nel piccolo cimitero del paese, nella tomba bianca che ogni giorno ricopre di fiori. 
È stanco: sa che presto potrà raggiungerla, e non desidera altro, ormai…
Il tocco di una mano di bambino lo riscuote: -Ehi, nonno, guarda: ha abboccato un pesce!-
Apre gli occhi, guarda il suo nipotino: ha gli stessi occhi azzurri, gli identici riccioli d’oro. Le somiglia così tanto… gli sorride, gli fa una carezza leggera sul visetto arrossato dall’eccitazione. 
Non è ancora il suo momento: lei lo aspetterà, come ha fatto tutta la vita.

2 commenti:

  1. si librano fino a perdersi tra gli stormi garruli dei gabbiani, nel cielo vermiglio del tramonto...

    è una poesia...mi tolgo il cappello

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